LA SCIENZA DIETRO LA TECNOLOGIA DEL BUIO

di Marco Capelli


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SINOSSI

      Come cita il titolo, in questa ricerca parlerò prettamente di "tecnologia del buio" più che della sua condizione ambientale che tutti ben conosciamo: è maledettamente scuro e non ci permette di vedere assolutamente nulla. Ma cosa pensereste se vi dicessi, che per ironia della sorte è l'unica "luce" o "fonte di conoscenza"? In questa ricerca mostrerò il buio non più semplicemente come un "ospite", nell'immaginario collettivo spesso indesiderato, ma come un potente alleato in grado di offrirci risposte concrete, molte delle quali albergano dormienti nei meandri più reconditi dell'Inconscio. Questa "tecnologia", poiché è solo in questo modo che in questo articolo descriverò le proprietà del buio, è a disposizione di chiunque senta di aver già raggiunto un grado di crescita interiore decisamente più elevato, e si appresta ad intraprendere un cammino di trasformazione più mirato. La DARKROOM 432Hz® offre la ghiotta opportunità di mutare il proprio temperamento caratteriale in perfetta simbiosi e comunione con la chimica del corpo/cervello in modo assolutamente naturale. Ma per fare ciò, per la saggezza dell'antica ierofanzia, occorre riattivare il nostro "OCCHIO": la Ghiandola Pineale, o Epifisi.

      La Ghiandola Pineale è senza dubbio alcuno il più affascinante e il più misterioso tra tutti gli organi endocrini che compongono i vari strati e sottostrati del nostro Cervello. Nonostante essa sia parte di un unico sistema, assieme alla ghiandola pituitaria, al talamo e all'ipotalamo, la Ghiandola Pineale presenta delle proprietà davvero uniche, che solamente ora stiamo cominciando realmente a comprendere. Negli anni '90, il pioniere del ritiro "dark room", Ananda Bosman, produsse tutta una serie di evidenze circa la fenomenologia che avviene per mezzo della tecnologia del buio. Evidenze che per secoli (se non millenni), va sottolineato, sono state esaltate da tutte le maggiori tradizioni mistiche di tutto il mondo. Ma prima di addentrarci tra i meandri esotici che circondano questo organo, osserviamo cosa sappiamo di certo, attraverso un quadro anatomico scientifico, successivamente sintetizzato in un quadro esplicativo semplificato più adatto ai profani.

QUADRO ANATOMICO DETTAGLIATO

      L'Epifisi (immagine a lato) o corpo pineale, è una piccola formazione nervosa di forma ovale o conica aderente, mediante un breve peduncolo cavo, all'estremità posteriore del tetto del 3° ventricolo, al limite tra epitalamo, ipotalamo e mesencefalo. Abbastanza consistente, di colore rosso-bruno, ha un diametro antero-posteriore di 5-10mm, mentre gli altri diametri misurano 3-7mm; pesa circa 200mg. La Ghiandola Pineale, così definita unicamente per via della sua caratteristica forma “a pigna”, fu scoperta più di 2300 anni fa da Herophilus, uno scienziato anatomico alessandrino, convinto che la ghiandola controllasse il flusso della memoria. Per Galeno era semplicemente una ghiandola di tipo linfatico. Da Cartesio in poi (secolo XVII) viene considerata da alcuni ambienti esoterici la sede dell'Anima.

      Il parenchima della ghiandola è diviso in lobuli da segmenti connettivali che si dipartono dalla superficie interna di una capsula connettivale di origine piale che avvolge l'epifisi. E' costituita da cellule principali o pinealociti derivati dalla nevroglia, di forma poligonale, rotondeggiante o stellata, con citoplasma abbondante, debolmente acidofilo e nucleo con grosso nucleolo, aggregate in cordoni irregolari o in nidi, e da cellule interstiziali di forma più irregolare con nucleo fusato situate in sede perivascolare. Spesso si trovano concrezioni calcaree di fosfati e carbonato di calcio, conosciuti come "sabbia pineale" o "cristalli di microcalcite", e sono risultati soggetti alle alterazioni dei campi elettromagnetici[1].

      L'attività endocrina della ghiandola pineale è inibente sull'ipotalamo e, indirettamente, sull'ipofisi e sulle ghiandole endocrine satelliti, svolgendo in particolare un'azione antigonadica. Le cellule principali sono molto ricche dell'enzima idrossindolo-ometil-transferasi (HIOMT), indispensabile per la trasformazione della N-acetilserotonina in melatonina. La Melatonina si trova anche nei nervi periferici ma non viene prodotta da essi. Si tratta di un neurormone che rilasciato dall'epifisi passa prima nel liquido cefalo-rachidiano, poi nel cervello e nella circolazione generale e quindi viene captato dai nervi. Nell'epifisi si trovano comunque delle altre sostanze biologicamente attive che determinano un intensa attività metabolica, quali la noradrenalina, la serotonina, l'acido 5-idrossindolacetico, l'istamina, l'acetilcolina, il 5-metossitriptofolo, la pinolina (della famiglia delle β-carboline) e pare anche la glomerulotropina, che stimola la produzione di aldosterone da parte della corteccia surrenale. L'epifisi inoltre capta dal sangue e immagazzina sostanze sintetizzate altrove come la renina, la gonadoliberina, la tireoliberina.

      La regolazione funzionale dell'epifisi si compie soprattutto per via nervosa tramite stimolazione dei pinealociti, che hanno recettori β-adrenergici, da parte della noradrenalina[2] che si libera dalle terminazioni intrapinealiche delle fibre simpatiche nelle situazioni di stress. Anche gli ormoni, come quelli sessuali, modulano la secrezione dell'epifisi con un meccanismo non ancora ben precisabile; sembra che gli androgeni posseggano azione amplificatrice e gli estrogeni azione riduttrice. Con gli anni la ghiandola pineale tende a calcificarsi, senza tuttavia che si riduca la secrezione di alcuni ormoni; anzi sembra che l'attività ormonale aumenti in età adulta. Lo studio funzionale dell'epifisi si attua attraverso il dosaggio della melatonina, nel sangue e nelle urine, con metodo biologico o radioimmunologico, oppure mediante gascromatografia e spettroscopia di massa. Tali metodi non sono ancora stati standardizzati e perciò non sono ancora utilizzabili nella pratica clinica. L'esatto ruolo fisiologico dell'epifisi nell'uomo non è per la scienza facilmente precisabile. Come è stato osservato negli animali, l'epifisi eserciterebbe nell'uomo un'azione inibente sull'ipotalamo, sull'ipofisi e quindi sulle ghiandole satelliti, in particolare sulle gonadi. A livello ipotalamico, l'epifisi inibirebbe la secrezione di GnRH; a livello ipofisario, inibirebbe la secrezione di FSH e di LH; a livello gonadico, inibirebbe la secrezione degli ormoni sessuali; a livello periferico, inibirebbe l'azione degli ormoni gonadici. L'azione più certa verrebbe esercitata dall'epifisi sull'ipotalamo e sull'ipofisi.

QUADRO ESPLICATIVO SEMPLIFICATO

      In breve l'epifisi è un organo preposto alla conversione di segnali neuronali in segnali di uscita endocrini; è una formazione nervosa che appartiene all'epitalamo (diencefalo) delle dimensioni poco più grandi di quelle di un pisello, che viene modulata direttamente da impulsi nervosi provenienti dalla retina tramite la noradrenalina, presente nelle cellule nervose e necessaria per trasferire il segnale della fibra nervosa alla superficie della cellula. A causa della sua sensibilità ai fotoni, ed ai campi elettromagnetici, si attiva attraverso la luce proveniente dall'esterno metabolizzando il triptofano, un amminoacido aromatico essenziale non sintetizzabile dall'uomo, che deve immetterlo nel proprio corpo per mezzo del cibo. Deriva filogeneticamente dal "terzo occhio" dei rettili più antichi (come i coccodrilli ad esempio), che questi animali posseggono nella testa in corrispondenza di un punto non ossificato della scatola cranica, rinchiuso in una membrana traslucida che è sensibile alle variazioni luminose dell'ambiente (luce/buio). L'epifisi è situata in profondità alla fessura tra il cervelletto e il telencefalo, appoggiata fra i due tubercoli quadrigemini superiori. E' costituita in prevalenza da cellule (i pinealociti) simili agli astrociti, e dopo la pubertà (a circa 12 anni) nel parenchima della ghiandola compaiono concrezioni calcaree dette anche “sabbia pineale”.

      Grazie ai pinealociti, la Ghiandola Pineale è l'organo preposto alla produzione di ormoni essenziali per il nostro benessere psicofisico, come la Melatonina e la Pinolina, le quali deficenze sono spesso oggetto di incremento delle malattie dette “del sonno” e della depressione. Questi ormoni vengono sintetizzati per mezzo di un neurotrasmettitore importantissimo: la Serotonina (5-idrossitriptamina, 5-HT), in una fase che potremmo semplificare attraverso lo schema che appare qui sotto:

schema


NEUROTRASMETTITORI E ORMONI CORRELATI ALL'ATTIVITA' ENDOCRINA

* Serotonina (5-idrossitriptamina, 5-HT)

      Come ben sappiamo, nel sistema nervoso centrale la serotonina svolge un ruolo fondamentale nella regolazione dell'umore, del sonno, della temperatura corporea, della sessualità e dell'appetito. La carenza di questo ormone coinvolge numerosi disturbi neuropsichiatrici come l'emicrania, il disturbo bipolare, la depressione e l'ansia. Esercita anche funzioni a livello periferico, ad esempio sulle piastrine, nel processo di coagulazione del sangue e nella peristalsi gastrointestinale. È prodotta dall'organismo per decarbossilazione[3] del triptofano, ed è influenzata dalla luce.

La serotonina costituisce inoltre il freno naturale del riflesso dell'eiaculazione e un basso livello di questo neurotrasmettitore è la causa costituzionale principale dell'eiaculazione precoce.


* Melatonina (N-acetil-5-metossitriptamina)

      Fu scoperta dal Dr. Aaron Lerner, dermatologo di Yale, nel 1958. Egli si dedicò per un certo periodo agli studi sul possibile ruolo della melatonina sulla vitiligine, sulla base di un vecchio lavoro del 1917 che individuò nella melatonina un possibile fattore schiarente sulla pelle di girini. Tale azione non venne confermata sull'uomo e pertanto ne abbandonò gli studi.

      La prima tappa della sua biosintesi comprende l'idrossilazione del triptofano (nella posizione 5 dell'anello indolico) in idrossitriptofano (5HTP) ad opera dell'enzima "triptofano idrossilasi"; la successiva rimozione del gruppo carbossilico dalla catena laterale ad opera della "decarbossilasi degli aminoacidi aromatici" porta alla sintesi di 5-idrossitriptamina (5HT) o serotonina; questa ultima viene acetilata ad opera della "N-acetil transferasi" in N-Acetil-Serotonina che viene successivamente convertita in melatonina ad opera dell'enzima "idrossindol-o-metil-transferasi (HOMT)", enzima presente nella ghiandola pineale e nella retina.

      La melatonina agisce su tre differenti tipi di recettori di membrana: Ml1a, Ml1b e, solo negli animali, Ml1c. Legandosi a tali recettori sarebbe in grado di innescare secondi messaggeri intracellulari (cGMP, cAMP). La melatonina entra dentro le cellule legandosi a recettori nucleari RZR alpha; nel citoplasma compete con il calcio legandosi alla calmodulina inibendone l'attività secretoria, contrattile ed enzimatica. All'interno della cellula ha la funzione di neutralizzare i radicali liberi in maniera diretta o indiretta, potenziando l'azione di altri enzimi in grado di neutralizzarli.

      La melatonina inizia ad essere prodotta maggiormente durante le ore notturne. Già nel pomeriggio, parallelamente all'aumento dell'oscurità, i suoi livelli iniziano ad aumentare da 5 a 20-30 picogrammi/ml. Dopo le ore 20 i sui livelli si elevano al di sopra di 30 pg/ml. Il picco massimo di melatonina viene raggiunto a metà notte, intorno alle ore 2–3, in cui i valori si aggirano intorno a 60-70 pg/ml. Dopodichè i suoi valori decrescono gradualmente sino alle 7 del mattino.

L’esposizione alla luce inibisce la produzione della
melatonina in misura dose-dipendente

      Per essere più corretti dal punto di vista scientifico, la melatonina non sarebbe propriamente “un ormone” perché, diversamente dagli altri ormoni, è secreta anche da altri organi quali l'ipofisi, la tiroide, le surrenali e le gonadi; se si asporta la ghandola pineale la melatonina circolante non scompare, come invece accade quando sono rimosse le ghiandole endocrine citate al punto precedente; provoca effetti da sovradosaggio pressoché nulli. Solamente per periodi prolungati, la melatonina può avere effetto depressivo nei soggetti predisposti[4]; inoltre può inibire l'ovulazione[5].

      Anche per i bassi effetti collaterali da sovradosaggio, la melatonina viene venduta in erboristeria e persino al supermercato, senza prescrizione medica. Alcuni la ritengono un alimento e non un farmaco; negli ultimi anni vari bodybuilders professionisti e svariate riviste d'informazione sportiva, credono nella possibilità, supportata da alcuni studi scientifici, che dosi fra 0,5 mg e 3 mg di melatonina assunta di giorno, 30-60 minuti prima dell'allenamento, aumenti i livelli di ormone della crescita senza dare effetti collaterali, che di solito vengono riconosciuti in irritabilità e sonnolenza. Eventuali benefici sono visibili se un medico determina dosi e tempi di assunzione della sostanza.

      I primi impieghi a scopo terapeutico risalgono al 1969 con le sperimentazioni del prof. Luigi Di Bella che ne intuì un potenziale terapeutico (con una discussione scientifica in corso dell'efficacia della melatonina nella sua terapia). Alcuni dei principali studiosi dell'efficacia terapeutica della melatonina sono: Lissoni, Pierpaoli, Regelson, Reiter, Tancini, Mandala, Barni, Giani, Ardizzoni, Panzer, Viljoen, Bartsc.

"E' una molecola che ha tre miliardi di anni. Infatti la melatonina è una molecola antichissima. E' stata individuata in qualsiasi organismo animale o vegetale studiato fino ad oggi, dagli esseri umani alle più primitive alghe unicellulari, la cui evoluzione risale a più di tre miliardi di anni fa. In ciascun organismo, la struttura molecolare della melatonina è identica, sia nelle alghe, sia negli insetti, nei pesci, negli uccelli e nell'uomo. In biologia la presenza di elementi identici con la stessa ed immutata composizione chimica in tutte le forme di vita è un evenienza rara. Un'altra caratteristca della melatonina è che in tutti gli organismi, dai più primordiali ai più evoluti, viene prodotta con lo stesso ritmo circadiano: con livelli più elevati nelle ore notturne rispetto al giorno. Questo ciclo di produzione è comune agli animali, alle piante ed alle alghe. Che la melatonina sia una sostanza universale, con struttura molecolare immutata nel tempo, che presenta lo stesso ritmo circadiano in tutto il regno vegetale e animale, fa presupporre che deve avere, per forza, un ruolo fondamentale nella biologia di tutte le cellule”. (Russel J. Reiter)

Le proprietà e le azioni attribuite alla melatonina sono innumerevoli:

  1. La più conosciuta e largamente propagandata è la sua azione di regolazione del ritmo sonno-veglia, di migliorare il sonno e di alleviare i disturbi dovuti al cambio di fuso orario (la cosiddetta sindrome da "jet lag"); la melatonina aiuta infatti chi viaggia da un paese ad un altro con differente fuso orario, ad addormentarsi più velocemente una volta giunto a destinazione e gli consente inoltre di adattare i propri ritmi biologici all'ora locale.

  2. Migliora la qualità del sonno notturno facendo raggiungere più facilmente il sonno REM e le fasi III e IV (sonno prioritario, profondo, in cui ci rigeneriamo); se l'adrenalina può dirsi l'ormone dello stress, "combatti e fuggi", la melatonina si può invece definire l'ormone "riposa e recupera" (Russel Reiter).

  3. Eleverebbe la soglia del dolore e la soglia convulsivante (esperimenti negli animali).

  4. Ritarderebbe i processi di invecchiamento cellulare e la senescenza in genere.

  5. Modulerebbe la risposta a stimoli ansiogeni.

  6. Inibirebbe la crescita di cellule neoplastiche maligne.

  7. Sarebbe stata dimostrata, da parte di ricercatori dell'endocrinologia oncologica di Milano, l'attività inibitoria della melatonina sulla crescita di cellule DU 145 del cancro della prostata (La prostata 2000 Nov 145 (3); 238-44).

  8. È nota ormai la sua azione anti-proliferativa esercitata sulle cellule epiteliali prostatiche umane, sia normali che tumorali. Ciò è dovuto alla capacità della melatonina di dislocare il recettore per gli androgeni dal nucleo (sua sede normale) nel citoplasma delle cellule prostatiche che non risponderebbero così allo stimolo proliferativo degli androgeni.

  9. Bassi livelli notturni di melatonina sarebbero associati ad un aumentato rischio di eventi cardiovascolari nei coronaropatici, con un aumento di infarto e morte improvvisa; la melatonina protrebbe infatti mediare il vasorilassamento notturno tramite i recettori MT2 (Am J Cardiol 2006;97:1162-4); secondo alcuni altri ricercatori avrebbe anche azioni sul metabolismo lipidico con riduzione dei valori di colesterolo ematico, ma soprattutto con inibizione dell'ossidazione del colesterolo LDL; alla Harvard University è stata anche prospettata un'azione antiaritmogena e antiaggregante piastrinica.

  10. Altri studi hanno dimostrato che gli ipertesi hanno spesso ridotti livelli di melatonina durante le ore notturne e che la supplementazione del neurormone riduce in modo significativo la pressione sistolica e diastolica rispettivamente di 6 e 4 mm di Hg in media, rispetto a placebo (Netherlands Institute for Brain Research, Amsterdam, Dr. Frank Scheer). La melatonina, a livello dell'endotelio vasale, bloccherebbe i radicali liberi (in primis il superossido) che neutralizzarebbero l'ossido nitrico con conosciuta azione vasodilatante.

  11. La melatonina rafforzerebbe il sistema immunitario: è stato visto che alle ore 2-3 di notte, quando il livello di melatonina raggiunge il suo picco massimo, vi è un aumento significativo del numero di cellule del sistema immunitario circolanti nel sangue con miglioramento delle difese immunitarie dell'organismo verso microbi, virus e cellule neoplastiche; potrebbe pertanto risultare utile in tutte le situazioni di immunodepressione dopo un intervento chirurgico, agevolare la guarigione delle ferite etc.

  12. E' il più potente antiossidante, con un'azione di "scavenger" dei radicali liberi superiore a quella della vitamina C, E e beta carotene: pertanto si rende necessaria in tutte le frequenti condizioni di aumentato stress ossidativo del nostro organismo durante terapia antibiotica, infezioni, esposizione a fumo di sigarette, chemioterapia anti-cancro, radiazioni e radioterapia, inquinamento ambientale, invecchiamento etc; forse è la più importante fra tutte le annoverate proprietà della melatonina, che spiega la teoria antinvacchiamento basata sul blocco dei radicali liberi proposta dal Dr. Denham Harman candidato al premio nobel nel 1995.

  13. La melatonina potrebbe aiutare a prevenire il cancro: inibirebbe la crescita di numerose cellule cancerose dell'uomo, anche nei casi di neoplasie mammarie (school of medicine-Tulane University-New Orleans), polmonari, uterine e prostatiche; prolungherebbe la sopravvivenza ma soprattutto migliorerebbe la qualità della vita dei malati terminali per cancro.

  14. Potrebbe coadiuvare e ritardare l'evoluzione della s. di Alzheimer e del m. di Parkinson.

  15. Alcuni ne hanno prospettato l'azione benefica nei confronti dell'asma.

  16. E' utile nel migliorare i sintomi della menopausa per l'azione inibente sulle gonadotropine; ad alti dosaggi (75 mg) in associazione con il progesterone inibisce l’ovulazione. (M. Cohen University Hospital-Rotterdam)

  17. Alcuni altri ne hanno proposto il trattamento locale, sotto forma di lozione, sul cuoio capelluto, come coadiuvante nell'eccessiva caduta dei capelli (alopecie androgenetiche): tale azione è simile a quella prospettata per le cellule epiteliali prostatiche (vedi prima); anche i cheratinociti hanno infatti recettori per la melatonina dove si esplicherebbe la stessa azione di dislocazione dei recettori per gli androgeni dal nucleo al citoplasma con annullamento dell’azione degli androgeni.

  18. Sarebbe possibile l'impiego come coadiuvante nella cataratta e nel glaucoma; famosi al riguardo gli studi del Dr. Mitsube Abe del 1993 che dimostrarono che il cristallino si opacava per la coagulazione e danneggiamento delle proteine del cristallino ad opera dei radicali liberi.

  19. Avrebbe, almeno nei ratti, una azione sulla ghiandoloa tiroidea tendendo ad abbassare i livelli di FT4, FT3 e TSH notturni. ("Opposite effects of zinc and melatonin on thyroid hormones in rats", Baltaci e al, Dep. Pf Physiology, Meram Medical School, Selkuc University, Konya, Turkey).

  20. L'aumentato tono melatoninergico inibirebbe l'asse endocrino riproduttivo ipotalamo ipofisario negli infanti con inibizione puberale. La caduta della melatonina segnerebbe l'inizio della pubertà. Nell'uomo esiste una relazione inversa tra il livello della melatonina e l'asse ipotalamo-ipofisi-gonadi. (Nocturnal Melatonin Patterns in Children, JCEM, 85, 2137, 2000). Tuttavia non è ancora chiarito se e come la melatonina sia in grado di modulare il comportamento riproduttivo. Inoltre negli adolescenti vi è un trend che vede diminuire sempre di più l'’età di inizio della pubertà probabilmente legata all'aumento degli stimoli luminosi cui sono sottoposti gli infanti "di oggi" (televisione, computer, play station etc) con azione inibente sulla secrezione di melatonina (Endocrinologia Pediatrica, Università di Firenze). In passato è stato osservato un caso di pubertà precoce in un bambino che poi risultò affetto da carcinoma della pineale.

  21. Studi sui ratti hanno dimostrato ancora che una restrizione calorica era associata ad aumentati livelli di melatonina e ad una più alta longevità; i ratti sottoposti a dieta libera e ipercalorica avevano di contro un'aspettativa di vita sensibilmente inferiore e tassi ematici ridotti di melatonina.

  22. La melatonina contribuisce a regolare la temperatura corporea riducendola nelle ore notturne.

* Pinolina (6-methoxy-1,2,3,4-tetraidro-β-carbolina)

      La Pinolina fa parte della famiglia delle β-carboline, e si tratta di una vera e propria “mutazione” operata dall'ormone della Melatonina. Potremmo senza indugio definirlo un ormone pressoché “latitante” poiché a livello ufficiale si sa davvero pochissimo, e le ragioni per le quali non sia presente un'ingente quantità di materiale informativo a riguardo non è certamente da attribuire a una carenza di ricerca sulle sue proprietà. Si ritiene che questa lacuna informativa sia dovuta più che altro a questioni di riservatezza industriale (sperimentazioni farmaceutiche), e forse per ragioni più esotiche. Secondo alcuni ricercatori, tra cui il ben noto etnobotanico e scrittore Terence McKenna, questo ormone avrebbe più a che fare con il raggiungimento di stati alterati di coscienza molto elevati, in grado di “connetterci” con non meglio precisate “fonti di informazione ultraterrene”. Che ciò sia possibile, o impossibile, non è in discussione in questa fase illustrativa della ricerca, perciò mi limiterò ad osservare i fatti da quel poco che sappiamo veramente, attraverso l'esposizione di alcune reali ricerche scientifiche effettuate in laboratorio, che non dipingono propriamente questo ormone come qualcosa di insignificante. Al contrario appaiono suggerire che sia di enorme importanza.

*presenza nella retina

la pinolina è l'ormone responsabile nell'indurre il sonno REM[6] (Rapid Eye Movement) ed è stato riscontrato essere presente nelle medesime quantità della melatonina nella retina dell'occhio umano, durante delle analisi condotte attraverso un metodo che unisce cromatografia e spettroscopia di massa[7].

*come antiossidante

si è dimostrato un potentissimo antiossidante, in grado di proteggere il cervello dalla Perossidazione Lipidica, e dalle intossicazioni da Cianuro di Potassio[8].

*efficace contro la dipendenza

si è dimostrato altamente efficace, attraverso il recettore NMDA, contro la dipendenza dagli oppiacei e dagli stimolanti come la cocaina[9].

*contro i radicali liberi

nella progressione di diverse malattie neurologiche come l'Alzheimer e il Parkinson, si è recentemente dimostrato il loro coinvolgimento nei danni provocati dai radicali liberi. I risultati raggiunti in alcuni studi effettuati nel 1998, suggeriscono che sia la melatonina che la pinolina sono entrambe valide soluzioni contro i radicali liberi presenti nel tessuto cerebrale nei portatori di queste patologie[10].

*come antidepressivo

le crescenti evidenze di un'alterazione di fase nei ritmi circadiani che avvengono durante la depressione, portò nel 1984 un gruppo di studiosi a speculare che la pinolina e le β-carboline derivate, potessero giocare un ruolo importantissimo nella patofisiologia della depressione[11].

*efficacia protettiva contro i raggi gamma

alcuni test condotti su topi da laboratorio, hanno dimostrato efficacia protettive delle β-carboline come la pinolina, contro le radiazioni da raggi gamma[12].

      Quelli appena illustrati sono solamente alcuni degli esempi in cui le β-carboline si sono dimostrate scientificamente un elemento assolutamente primario e fondamentale per l'equilibrio psicofisico del nostro corpo. Purtroppo però, come accennavo all'inizio di questa sezione, questo ormone è davvero un “latitante”, poiché non c'è carenza solo nel panorama informativo, ma persino nel nostro sangue è presente in risorie quantità, del tutto inefficaci allo scopo che si prefiggono. Ciò deriva dal fatto che costantemente, durante l'intero arco della giornata, sottoponiamo il nostro apparato visivo a tutta una serie di sollecitazioni di natura artificiale, che in epoche precedenti non esistevano affatto, come ad esempio il televisore, i continui flash prodotti dai videogiochi delle consoles, il veloce sfarfallio a 60Hz provocato dai monitor dei computers e via discorrendo. Vale a dire, oggigiorno, non siamo predisposti a sviluppare il genio che è in noi perché il nostro stile di vita non ce lo permette più.

Come abbiamo detto questi ormoni e questi neurotrasmettitori, in particolar modo la Pinolina sono inibiti dall'esposizone alla luce, e non sono sempre attivi nel nostro corpo. La loro produzione avviene solamente nei momenti di sonno profondo, che molti di noi raggiungono forse un paio di volte all'anno (tre se proprio vogliamo essere ottimisti). La Pinolina è il cosiddetto ormone responsabile dei sogni cosiddetti sogni "lucidi" ed è coinvolta in processi mentali "elevati".

BACKGROUND MISTICO, ESOTICO E RELATIVE CONFERME SCIENTIFICHE

      Come accennavo nel quadro sinottico, l'epifisi è un organo estremamente affascinante, non solo per le proprietà ormonali appena elencate, che da sole meriterebbero un piano di ricerca assai più vasto e focalizzato, ma soprattutto per il suo background mistico-esoterico che la circonda da millenni. Difatti, nonostante il cervello umano possegga un elevatissimo numero di funzioni, davvero poco viene discusso in ambiente scientifico circa la sua relazione con la Mente e con lo Spirito.

      Presso alcune conferenze internazionali[13] focalizzate prettamente sul sottile rapporto esistente tra scienza e religione, e riportate in gran dettaglio sulle più prestigiose riviste scientifiche (provviste e non di referee) come Science e Nature, allievi buddisti e il Dalai Lama hanno più volte discusso circa l'attenzione, l'immaginazione, le emozioni, la mente, le funzioni cerebrali e la meditazione religiosa, suggerendo quest'ultima come l'unica pratica in grado di offrire alla scienza un'importantissima chiave di lettura circa il mistero che circonda la Mente e lo Spirito.

      Nella passata decade scienziati di tutto il mondo hanno cercato di ottenere mappe cerebrali sui differenti stili di meditazione, utilizzando diverse tecniche di brain-imaging[14], e i risultati emersi sono a dir poco stimolanti. In una recente ricerca condotta per mezzo della Risonanza Magnetica Funzionale, dai dottori Chien-Hui Liou, Chang-Wei Hsieh, Jyh-Horng Chen, Chao-Hsien Hsieh[15], Si-Chen Lee[16], Chi-Hong Wang[17], si è dimostrato come il corpo pineale esibisca una significativa attivazione durante il processo della meditazione, supportando in questo modo moltissime delle passate speculzioni di origine mistica, circa il suo ruolo determinante nel cammino di una intrinseca coscienza che concerne lo Spirito e l'Anima. Dopo Cartesio, inspirati dalla sua particolare posizione geometrica che la pone all'esatto centro del cervello, fisiologi, psicologi, filosofi e religiosi di tutto il mondo, hanno speculato per secoli circa i rilevanti collegamenti della ghiandola pineale con i reami metafisici di questi due elementi.

      Nel 1980, ulteriori studi in merito a questo affascinante enigma, misero in evidenza il fatto che il cervello dei cosidetti “seguaci del misticismo”, aveva la capacità di secernere questi neurotrasmettitori ventiquattro ore al giorno, rispetto all'uomo comune, la cui sintesi è tutt'ora limitata solamente alle poche ore di sonno profondo. E' molto forte il sospetto che questo ormone, la Pinolina, per via delle sue proprietà ipnotiche dovute alla sua natura chimica simile agli allucinogeni, sia implicato nei processi mentali, e/o stati di coscienza denominati ESP (extrasensoriali) o ISP (intrasensoriali).


RIFERIMENTI

[1]      Dr. Grahame Blackwell: Bioelectromagnetics 23:488495 (2002) - Calcite Microcrystals in the Pineal Gland of the Human Brain First Physical and Chemical Studies

[2]      La noradrenalina o norepinefrina (NE) è una catecolamina ed una fenetilamina con formula chimica C8H11NO3. Rilasciata dalle ghiandole surrenali come ormone nel sangue, è anche un neurotrasmettitore nel sistema nervoso, dove è rilasciato dai neuroni noradregenici durante la trasmissione sinaptica. In quanto ormone dello stress, coinvolge parti del cervello umano dove risiedono i controlli dell'attenzione e delle reazioni. Insieme all'epinefrina, provoca la risposta di 'attacco o fuga' (fight or flight), attivando il sistema nervoso simpatico per aumentare il battito cardiaco, rilasciare energia sotto forma di glucosio dal glicogeno e aumentare il tono muscolare. La noradrenalina è rilasciata quando una serie di cambiamenti fisiologici sono attivati da un evento. Questo è provocato dall'attivazione di un'area nel tronco encefalico chiamata locus ceruleus. Questo nucleo è all'origine della maggior parte delle azioni della noradrenalina nel cervello. I neuroni attivati inviano segnali in entrambe le direzioni dal locus ceruleus lungo diversi percorsi verso varie parti, inclusa la corteccia cerebrale, il sistema limbico e la colonna vertebrale.

[3]      Nel metabolismo degli esseri viventi è una reazione molto comune, viene solitamente catalizzata da una classe di enzimi chiamata decarbossilasi (o più formalmente carbossi-liasi, facenti parte della sotto-sottoclasse enzimatica EC 4.1.1), i cui substrati sono in genere amminoacidi che vengono trasformati in ammine.

[4]      Force RW, Hansen L, Bedell M - Psychotic episode after melatonin; Ann. Pharmacother., 1997; 31: 1048; Physicians' Desk Reference, 340

[5]      Voorduow BC, Euser R, Verdonk RE et al., Melatonin and melatonin-progestin combinations alter pituitary-ovarian function in women and can inhibit ovulation; J. Clin. Endocrinol. Metab. 1992; 74:108-117

[6]      Rapid eye movement, indicato più di frequente con l'acronimo REM, è il "movimento rapido degli occhi" (nistagmo) che avviene durante una fase del sonno, accompagnato da altre alterazioni corporali fisiologiche come irregolarità cardiaca, respiratoria e variazioni della pressione arteriosa. Durante lo studio di questa caratteristica fisiologica del sonno, si è notato che la fase REM del sonno (detta anche sonno paradosso o sonno paradossale) è accompagnata dai sogni.

[7]      Dr. M. Leino: 6-Methoxy-tetrahydro-beta-carboline and melatonin in the human retina.: Exp Eye Res: 38:3:325-30 (1984)

[8]      Kawashima Y; Horiguchi A; Taguchi M; Tuyuki Y; Karasawa Y; Araki H; Hatayama K: Synthesis and pharmacological evaluation of 1,2,3,4-tetrahydro-beta-carboline derivatives.: Chem Pharm Bull (Tokyo): 43:5:783-7 (1995)

[9]      Dr. J. C. Callaway, Mechanism For Visions of Dream Sleep. Department of Pharmacology & Toxicology, University Of Koupio, Finland.

[10]      Frederiksen T; Pless G: Antioxidantive potential of melatonin and pinoline in lipid peroxidation of brain tissue: Master's thesis: 1-52, App. (1998).

[11]      Langer SZ; Lee CR; Segonzac A; Tateishi T; Esnaud H; Schoemaker H; Winblad B: A-4630. Eur J Pharmacol: 102:2:379-80 (1984).

[12]      Yao Hsueh Hsueh Pao 1995;30(9):715-7. Li GW, Liang PG, Pan GY Cancer Center, Sun Yat-Sen University of Medical Sciences, Guangzhou.

[13]      Marcia Barinaga. Buddhism and Neuroscience: Studying the Well-Trained Mind. Science 302(5642): 44-46 (2003) e Jonathan Knight. Religion and Science: Buddhism on the brain. Nature News@Nature 432: 670-670 (2004).

[14]      Tecnica di rilevamento della mappa delle attività cerebrali.

[15]      Interdisciplinary MRI/MRS Lab, Department of Electrical Engineering, National - Taiwan University, No. 1, Section 4, Roosevelt Road, Taipei, Taiwan 106, ROC. / Anthro-Celestial Research Institute, The Tienti Teachings, No. 41, Wenjeng Lane, Jungming Tsuen, Yuchr Shiang, Nantou, Taiwan 555, ROC.

[16]      Department of Electrical Engineering, National Taiwan University, Taiwan, ROC.

[17]      Department of Neurology, Cardinal Tien Hospital Yung Ho Branch, No. 80, Chunghsing Street, Yungho City, Taipei, Taiwan 234, ROC.

[18]      Riccardo Tristano Tuis "Pinolina: L'ormone quantico". (http://psiconautica.byethost13.com/content/view/478/29/)


BREVI NOTE SULL'AUTORE

Ricercatore di lunga data, Marco Capelli è un musicista elettronico di fama internazionale noto con lo pseudonimo di Andrea Doria, e un libero sperimentatore nei campi delle frequenze sonore e dei processi cognitivi ad esse correlati. Da sempre impegnato nella ricerca delle chiavi evolutive che accompagnano il cammino di crescita dell'Uomo, dopo aver gestito per oltre due anni il famoso blog Automiribelli.org, intraprende ora un cammino di ricerca in solitaria, in modo da rimanere lontano da eventuali distrazioni di relativa importanza, evitando così di sporcare il segnale in entrata del processo intuitivo legato alla ricerca pura. Divulgatore instancabile, ha come unico obbiettivo finale il re-inserimento del diapason a 432 Hz come tonalità standard, dopo che il ministro della propaganda nazista Joseph Goebbels tentò d'imporre con la forza nel 1939 un diapason disarmonico a 440 Hz, ignorando di proposito un referendum di protesta, promosso in Francia da oltre 25.000 musicisti. Per maggiori informazioni: www.432hz.net

PUBBLICAZIONI RECENTI

Scienza & Conoscenza n°23: Accordi e Frattali a 432 Hz - Pg.18-22

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